Ciclone Harry: il Sud Italia tra devastazione e resilienza, la conta dei danni e la volontà di rialzarsi. Piani e raccolte fondi per la Sicilia
Mentre i danni stimati superano i due miliardi di euro, il Sud Italia si mobilita per affrontare le conseguenze del Ciclone Harry; tra volontari, autorità locali e raccolte fondi, cresce una rete di solidarietà per sostenere le comunità colpite in Sicilia.

Il ciclone ha interessato principalmente il Sud Italia tra il 19 e il 22 gennaio 2026, con picchi di maltempo particolarmente gravi il 20 e 21 gennaio, in questi giorni, le coste siciliane e altre regioni del Meridione hanno subito mareggiate violente, vento forte e piogge torrenziali, causando allagamenti, frane e danni ingenti alle infrastrutture. Intere comunità si sono trovate improvvisamente isolate, con strade interrotte, abitazioni danneggiate e attività commerciali compromesse, trasformando quello che poteva sembrare un normale evento meteorologico in una crisi di proporzioni eccezionali.
Il ministro siciliano della Protezione Civile, Nello Musumeci, ha comunicato la convocazione del Consiglio dei Ministri per ufficializzare lo stato di emergenza nazionale, ma dalle zone colpite emergono denunce di scarsa attenzione mediatica, che potrebbero ostacolare la distribuzione tempestiva dei soccorsi.
La Sicilia jonica tra le aree più colpite dal maltempo
Le ripercussioni più significative del Ciclone Harry si registrano lungo la costa jonica della Sicilia, in particolare tra Messina e Giardini Naxos, dove le onde del mare e le piogge abbondanti hanno arrecato gravi danni a infrastrutture, abitazioni e aziende. La crisi ha coinvolto anche le zone interne, come Niscemi, nella provincia di Caltanissetta, dove interi gruppi di persone e famiglie si trovano a combattere una vera e propria “battaglia contro il fango”.

Tantissimi personaggi dello spettacolo così come il deputato regionale Ismaele La Vardera hanno fatto sentire la propria voce su questo tema, esprimendo profonda preoccupazione per la scarsa attenzione da parte delle autorità nazionali verso una calamità che ha distrutto in poche ore decenni di impegno e sacrificio. “Non possiamo permetterci di ignorare le famiglie, le aziende e le comunità che hanno lottato duramente per costruire il proprio avvenire”, ha affermato, evidenziando l’urgenza di un aiuto concreto e duraturo.
Al centro della Sicilia, la frana colpisce il centro abitato di Niscemi
A Niscemi in provincia di Caltanissetta, la situazione è estremamente difficile , una grande frana continua a mettere a rischio il paese, costringendo molte famiglie a lasciare le loro abitazioni per motivi di sicurezza. Le persone trasferite descrivono una condizione di grave incertezza, simile a quella di altri cittadini colpiti dalla crisi: “Abbiamo trovato un appartamento in affitto e quello era l’unico che avevamo. È una vera tragedia per tutti”.

Le frane, insieme agli allagamenti e ai seri danni alle strutture locali, non solo hanno reso molte case inabitabili, ma hanno anche ostacolato l’accesso ai servizi fondamentali, rallentando il traffico e complicando le operazioni di soccorso. Questa situazione rende sempre più necessario l’avvio di azioni immediate e coordinate, per assicurare sicurezza, supporto e la possibilità di tornare a casa per le famiglie costrette a fuggire.

Per rispondere a questa urgenza, Rosario Giuseppe Meli ha promosso una raccolta fondi dedicata esclusivamente al supporto locale, l’intero ricavato sarà devoluto alla ODV Rangers International Niscemi, l’organizzazione di volontariato impegnata in prima linea per assistere i cittadini sfollati, fornire beni di prima necessità e proteggere le fasce più fragili della popolazione colpite dal disastro.
La Nike di Giardini Naxos: simbolo della resilienza siciliana
In mezzo alla devastazione, alcune immagini sono diventate simbolo di resilienza e speranza. A Giardini Naxos, la statua della Nike, situata sul lungomare Schisò, è rimasta immobile e fiera, mentre la piazzetta circostante è stata spazzata via dalle onde. L’opera di Carmelo Mendola, ispirata alla celebre Nike di Samotracia, rappresenta oggi la forza e la tenacia della Sicilia.

La scultura è diventata rapidamente virale sui social, trasformandosi in un faro di speranza per una comunità che ha affrontato con coraggio la violenza del maltempo. La Nike non è solo un’opera d’arte, ma un simbolo che testimonia la capacità dei siciliani di rialzarsi di fronte alle difficoltà.
Volontari e raccolte fondi per l’emergenza in Sicilia
La situazione sul campo può essere definita una vera e propria battaglia contro il fango e non solo, oltre agli interventi delle autorità locali, si è attivata una rete diffusa di volontari pronti a sostenere le comunità.
Per esempio, a Stazzo di Acireale, oltre 100 volontari hanno risposto all’appello del sindaco Roberto Barbagallo, contribuendo alla pulizia del lungomare, alla rimozione dei detriti e al supporto alle famiglie sfollate.
Parallelamente, sono state lanciate diverse iniziative di raccolta fondi per fornire sostegno immediato alle popolazioni colpite dal ciclone; ci teniamo particolarmente a promuoverle perchè pensiamo che ognuno debba fare la propria parte per contrastare questa tragedia:

- “RicostruiAMO insieME”, promossa dall’Associazione Italiana Fundraiser (ASSIF) con il supporto del sindaco di Messina Federico Basile. I fondi, raccolti tramite la piattaforma Rete del Dono, sono destinati alle prime necessità di famiglie e piccole imprese della zona jonica;

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“La Sicilia che resiste”, lanciata da Dieci Media su GoFundMe, punta a ricostruire il belvedere della Nike a Giardini Naxos, diventato simbolo di rinascita. Gli organizzatori dichiarano: “Non esiste una raccolta fondi nazionale, ok la facciamo noi! Prima che tutti si scordino”;

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“AIUTITI – Sosteniamo la Sicilia”: Iniziativa dell’organizzazione sociale P095 e di Edoardo Pulvirenti, questa campagna si propone di offrire aiuti economici a fondo perduto a piccole imprese e artigiani, oltre ad assistere le famiglie nell’acquisto di beni essenziali e a supportare i volontari locali tramite la pi attaforma GoFundMe;

- Canale Istituzionale della Protezione Civile Siciliana: Per chi desidera utilizzare i canali ufficiali della Regione Siciliana, è stato attivato un conto corrente dedicato per la gestione dell’emergenza, questi fondi sono fondamentali per ripristinare le infrastrutture essenziali, mettere in sicurezza le scuole e garantire la ricostruzione delle abitazioni colpite;
- “RIALZIAMOCI DA SOLI – Sicilia Dimenticata”: Promossa dal deputato regionale Ismaele La Vardera, questa raccolta GoFundMe mira a sopperire alla mancanza di campagne nazionali. I fondi raccolti saranno gestiti dall’ANCI e dalla Protezione Civile per essere ripartiti in base a criteri oggettivi su tutto il territorio colpito;

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“UN PICCOLO GESTO PER UN GRANDE AIUTO – SANTA TERESA DI RIVA”: Il sindaco Danilo Lo Giudice ha avviato una raccolta per far fronte ai gravi danni subiti dal lungomare, alla viabilità e alle infrastrutture pubbliche, oltre che per aiutare le famiglie e le attività commerciali del paese;

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“IL NOSTRO SCOGLIO NERO HA BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO!” : Queste iniziative sono fondamentali per garantire assistenza immediata, fornire beni di prima necessità, ripristinare le infrastrutture essenziali e supportare la ricostruzione di scuole, abitazioni e attività commerciali;

- “Ricostruiamo l’oratorio di Alì Terme”: Le Figlie di Maria Ausiliatrice cercano fondi per ricostruire l’Oratorio “Madre Morano”, danneggiato dalla mareggiata che ha distrutto il campo di calcio, i servizi igienici e il portone d’ingresso;

- “DNA Divers Catania (Aci Trezza)”: Un’associazione sportiva di subacquea che necessita di fondi per ripristinare la sede allagata sotto il livello del mare e sostituire le attrezzature tecniche (mute, erogatori, GAV);
- Lido “The One” (Taormina): Una delle ferite più visibili della costa, il titolare Pio Andrea Peri, ha chiesto supporto per ricostruire uno stabilimento balneare che era stato inaugurato di recente, ora quasi totalmente cancellato dalla furia del mare;

- Ristorante “La Cambusa del Capitano” (Aci Trezza): La storica attività di famiglia è stata travolta dall’acqua, che ha devastato cucine, impianti e arredi. La raccolta è vitale per la messa in sicurezza dei locali e il ripristino delle attrezzature professionali;

- Emergenza Abitazioni – Il caso di Santa Tecla: La violenza del mare non ha risparmiato le case private, un esempio simbolo è l’abitazione di Rossella Pisano, resa inagibile dopo che le onde hanno abbattuto muri perimetrali e distrutto gli impianti, la raccolta fondi mira a alla rimozione delle macerie e al consolidamento strutturale per rendere la casa nuovamente sicura.
La ricostruzione e il futuro delle comunità colpite
Il futuro delle aree colpite dal Ciclone Harry dipenderà dalla rapidità dei sussidi economici e dagli interventi strutturali necessari per mettere in sicurezza coste, fiumi e infrastrutture. Settori strategici come la pesca e il turismo rischiano pesanti ripercussioni con l’arrivo della primavera, se non saranno garantiti interventi tempestivi.

Come la Nike di Giardini Naxos, il Sud Italia è ferito ma non sconfitto , la ricostruzione passa dalla solidarietà nazionale , dall’attenzione costante dei media e dall’impegno collettivo che non lasci il Meridione solo davanti al fango. Ogni donazione, ogni gesto di volontariato e ogni iniziativa locale diventano un tassello concreto per ripristinare comunità e speranza.
Il Ciclone Harry ha colpito duramente, ma la risposta di cittadini, volontari, istituzioni e fundraiser dimostra che il meridione ha la forza di rialzarsi, mantenendo viva la propria storia, la propria cultura e la propria resilienza.














































Giardini – Naxos è un luogo meno conosciuto e un po’ nascosto, ma siamo sicuri che le sue bellezze faranno breccia nel vostro cuore.































































































alle 19.00 si festeggia la chiusura dell’anno di Sou, con il patrocinio del Politecnico di Milano. I bambini della Scuola presenteranno il loro progetto di fine anno: suggestione per la Città di Favara e i suoi abitanti, il progetto consiste di un complesso immobiliare da collocare nell’area del crollo che ha determinato la scomparsa delle piccole Chiara e Marianna, nella costruzione di un’accogliente casa moderna per i bambini migranti che sbarcano in Sicilia senza genitori e di un piccolo Museo per la tutela dei diritti dell’infanzia.
Giovedì 29 e Venerdì 30 giugno: Moshi moshi call from Tokyo: Farm e Favara battono bandiera giapponese! Saranno infatti due giornate di incontri, scambi, amicizia e divertimento con una delegazione di 60 artisti giapponesi appartenenti alla Japan Artists International Society.
Sabato 1 luglio tutti pronti per soffiare le candeline: a partire dalle 19 si celebrerà in grande il compleanno di Farm Cultural Park! Sarà difficile riconoscere i Sette Cortili con la nuova facciata di Raft progettata dal collettivo portoghese di architetti Ponto Atelier, e vivacizzata da Riad Farm, il progetto curatoriale a base di musica, illustrazione e giardinaggio a cura di Chiara Manchovas e Andrea Buzzi che vi farà perdere nella suggestività della location. Infine alle 22.00 è festa: prima con il live di Nicolò Carnesi, che in 3 anni ci ha regalato i due gioielli di

Com’è la vita di un giovane poeta siciliano nel 2017?

eriodo è crescere abbastanza da riuscire ad attrarre talenti da ogni parte del mondo, ma sappiamo che non sarà facile. Amiamo la Sicilia ma ci sentiamo comunque lontani dal cliché dei siciliani partiti con la valigia di cartone, tornati per cambiare le sorti dell’isola. Noi vogliamo che Ludwig cresca e che funzioni, se sarà in Sicilia ne saremo felicissimi, ma siamo pronti a spostarci anche al Polo Nord se necessario.
ciliani. Cosa suggerite ai vostri concittadini che spesso a causa di varie difficoltà, rinunciano a realizzare il proprio sogno?
icuramente ambizioso.
provincia e farà parte del progetto “City of the temples“ del fondatore Cristian Moncada , un progetto turistico e culturale innovativo a mio avviso, e verrà presentato il 24-25 Febbraio al Forum del turismo al parco archeologico della Valle dei Templi.
cercare di avere sempre ragione, si parte già in torto. Poi, sinceramente, penso che per me non sia ancora arrivato il momento di dare consigli. Per me questo non è un punto di arrivo ma soltanto l’inizio.


L’unico consiglio che mi sento di dare è…viaggiate! Consiglio caldamente per chi ne ha la possibilità di girare il mondo in lungo ed in largo. Così saranno in grado di conoscere molta gente, di stringere relazioni con diverse figure professionali. Consiglio loro di parlare a lungo con tutti, di ascoltare i consigli, anche quelli più banali. Guarderanno invece di vedere, ascolteranno invece di sentire. Consiglio loro di bruciare le tappe e di correre, di sbagliare frequentemente, di studiare svariate cose anche fuori dal settore d’interesse. La vita è un continuo pedalare, si deve andare spediti verso il tutto e poi raccogliere.
Il primo grande evento di rievocazione storica in Sicilia si terrà presso la Valle dei Templi di Agrigento il 6 e 7 maggio 2017. Tutti coloro che prenderanno parte all’iniziativa potranno rivivere l’atmosfera che si respirava ad Akragas nel III sec. a.C. quando la città era contesa tra i Romani
avuto sempre riscontri positivi e piena disponibilità da parte dell’Ente ospitante che è il nostro main partner e ci ha aperto le porte e fornito tutto il sostegno di cui abbiamo bisogno. Poi abbiamo creato una rete di professionisti che, ciascuno per il suo settore di competenza, collaborano con grande entusiasmo e si sono lasciati coinvolgere a 360 gradi anche su altri aspetti non strettamente tecnici. Direi che finora tutto è filato liscio anche se ancora la strada è tutta in salita.
Ebbene sì, è proprio Orange Fiber il primo tessuto sostenibile creato utilizzando i sottoprodotti dell’industria agrumicola. Un progetto made in sud, nato quasi per caso grazie ad una foto apparsa sui social network che ritraeva un campo di agrumi abbandonato che spinge una giovane siciliana, appassionata tanto del mondo della moda e dei tessuti sostenibili quanto innamorata della sua Terra, ad avere questa entusiasmante idea “green”.
utturati ai più delicati, in modo da soddisfare tutte le esigenze di creazione dei brand di moda.
ioni future.
vizio: gomme da masticare, sigarette elettroniche, varie terapie mediche, etc…ma chi di voi ha mai pensato di poter smettere grazie ad un’urna posacenere?
na contro il fumo, da istallare nei sette cortili di Farm Cultural Park. Ho avuto la possibilità di lavorare con persone che mi hanno lasciato libera di creare senza restrizioni. Nel giro di un giorno il progetto fu pronto e accettato !
. Cosa pensi di progetti socioculturali come il nostro?


b è un coworking/laboratorio pubblico, inaugurato il 26 settembre 2016 negli uffici del mercato in via Crispi a Palermo, che, in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Palermo, s’impegna per la valorizzazione del complesso funzionale del Mercato Ittico.
Come vedi il progetto in tre anni?
Questa voglia di colori evidentemente qualcuno la sente e ha deciso di creare una tavolozza cromatica che sia bella, ma soprattuto buona, come ad esempio i ragazzi di Orto Capovolto.
influendo, secondo voi, il vostro lavoro nel territorio e tra la gente?
Come vi vedete tra dieci anni?
chiederanno “Retake… cosa???”. In realtà si tratta di una di quelle iniziative che “più utili non si può”. Da qualche tempo, infatti, giovani volenterosi, generosi e contrari alle chiacchiere da bar hanno iniziato un’attività di pulizia urbana.
i farne almeno qualcuna a Marco D’Amico, Presidente dell’Associazione Retake Palermo.
mo stati contattati da tanti cittadini che come noi hanno a cuore il decoro della propria città.”
“Qualche settimana addietro, tra una scritta e un’altra, ci hanno lasciato anche un messaggio preciso “Retake accura” (Retake stai attenta). Ma il tutto ha ottenuto il risultato opposto rispetto a quello che i vandali si erano prefissati, infatti il week end successivo eravamo molti di più per le strade a ripulire quelle scritte e la solidarietà da parte degli abitanti del quartiere
ato è stata pervasa.”