La Pasqua in Sicilia: tra tradizione e riti leggendari

La Pasqua in Sicilia è una festa ricca di tradizioni millenarie che mescolano elementi religiosi e folcloristici. Da Trapani, con la processione dei Misteri,  a Prizzi, con il Ballo dei Diavoli, ogni evento offre uno spettacolo unico e coinvolgente che rappresenta la ricchezza culturale dell’isola. Scopriamo insieme alcune delle manifestazioni che rendono la Pasqua  siciliana un’esperienza indimenticabile.

La Pasqua Siciliana

I rituali della Pasqua in Sicilia vanno dalla Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo e alla Domenica di Resurrezione. Rappresentano una sequenza narrativa della commemorazione religiosa cristiana, ma anche un richiamo a una ritualità simbolica precristiana. Qui la Pasqua è sintesi di rinnovamento, di transito: da una fase di morte della Natura (l’inverno) a una fase di vita e di risveglio (la primavera); un passaggio che, già in ottica pagana si esplicitava con la morte e la rinascita delle divinità.

Moltissime sono le manifestazioni durante il periodo pasquale in tutto il territorio siciliano; ve ne proponiamo alcune che sicuramente susciteranno il vostro interesse.

Trapani, la processione dei Misteri

Post Pasqua sicilia 2024 la processione dei misteri di Trapani

È un antico rito religioso cristiano che si tiene da oltre 400 anni. Questo evento è celebre per essere la più lunga manifestazione religiosa italiana, in quanto si svolge per 24 ore consecutive dal pomeriggio del Venerdì Santo fino al Sabato. I Misteri, venti rappresentazioni artistiche della morte e della passione di Cristo, vengono portati lungo le strade della città dai fedeli con un particolare movimento ondulatorio chiamato “annacata“, simile a una culla che dondola. Ogni gruppo è accompagnato da una banda musicale che esegue marce funebri in onore della morte e della passione di Cristo.

I Misteri sono custoditi nella settecentesca chiesa barocca delle Anime Sante del Purgatorio, da dove ha inizio la processione nel pomeriggio del Venerdì Santo, precisamente alle 14:00. Dopo aver percorso le strade della città e trascorso un’intera notte, il lungo corteo si conclude sempre nella Chiesa del Purgatorio intorno alle ore 14:00 del Sabato Santo.

Erice, I Misteri del Venerdì Santo

I Misteri del Venerdì Santo ad Erice

Un rito cristiano storico, seppur meno ampio e rinomato rispetto alla vicina Trapani. Tuttavia, la processione è altrettanto affascinante e ricca di significato, avvolta nei silenzi e nelle luci del borgo che le trasmettono un forte senso di raccoglimento.

I sette gruppi rappresentano i momenti della passione di Cristo e il corteo religioso ha inizio alle 14:30 dalla chiesa di San Giuliano; attraversa le strade selciate del paese in un’atmosfera raccolta, accompagnato dalle preghiere dei fedeli, per fare ritorno alle 20:00 circa.

A differenza dei Misteri di Trapani, non c’è il caratteristico movimento ondulatorio “annacata” accompagnato dalla musica della banda, principalmente a causa delle ripide salite delle vie di Erice, che rendono il trasporto più faticoso e difficile. I Misteri vengono portati a spalla lungo le viuzze acciottolate del borgo e durante le soste sono appoggiati su forcelle che aiutano i portatori lungo il percorso sul basolato.

Il leggendario Ballo dei Diavoli

Il ballo dei diavoli

In questa festa tipica della tradizione folcloristica – religiosa, i protagonisti sono la Morte con i Diavoli e la Vita con gli Angeli. La celebrazione si tiene ogni anno a Prizzi, piccolo paesino siciliano in provincia di Palermo. Questa celebrazione è una chiara rappresentazione dell’eterna lotta tra il bene e il male.

Durante la Domenica di Resurrezione, si svolgono due processioni, ai due capi della strada centrale: quella con la statua dell’Addolorata e quella con Gesù Cristo. Da una parte, abbiamo la Morte con i Diavoli; dall’altra, due angeli con la spada in mano. Al momento esatto dell’incontro tra la Madonna e Cristo, compaiono i due diavoli, che indossano tute rosse e maschere di latta, insieme alla Morte, che indossa un costume giallo, una maschera di cuoio dal ghigno infernale e tiene in mano una balestra. I diavoli cominciano ad agitarsi correndo da una statua all’altra, seguendo precise sequenze ritmiche, cercando in tutti i modi di impedire il tentativo di incontro tra la Madre e il Figlio. Questa “danza” è detta “abballu di li diavuli” (il ballo dei diavoli) e viene interrotta dal suono delle campane a festa e dall’intervento degli angeli che, con la spada, colpiscono i diavoli. Una volta sconfitti, il Cristo risorto e la Madonna possono finalmente ricongiungersi e il bene trionfa sul male. L’invito è a raggiungere Prizzi almeno per una volta… è veramente una manifestazione da non perdere!

Quest’anno si aggiunge anche l’arte di Domenico Pellegrino che onererà questa celebrazione con tre opere artistiche nel suo classico stile delle luminarie; sono dei lavori in legno e smalto che saranno esposti sin dalla Domenica delle Palme e che rimarranno in mostra per tutto il periodo pasquale. Terminate le feste, saranno spostate nella sede Pro Loco dove rimarrano fruibili per tutto l’anno.

Piana degli Albanesi, la Pasqua bizantina

È un evento che conserva le tradizioni linguistiche, culturali e religiose dell’Albania da oltre 500 anni nelle zone dell’entroterra siciliano. Questa festività si distingue per il rito greco-bizantino. Le celebrazioni liturgiche sono principalmente condotte in lingua greca e si dà grande importanza agli usi e ai caratteristici costumi femminili.

Tra i momenti più significativi della Settimana Santa si includono la Resurrezione di Lazzaro (nel venerdì precedente la Domenica delle Palme), la Domenica delle Palme, il Giovedì Santo (con la lavanda dei piedi), il Venerdì Santo (caratterizzato dalle processioni suggestive accompagnate dai tipici canti funebri albanesi e da strumenti di legno di origine bizantina) e la Domenica di Pasqua, durante la quale si svolge un pittoresco corteo di donne vestite con gli abiti albanesi tipici del XIV secolo.

Enna, la Processione degli Incappucciati

La Processione degli Incappucciati ad Enna

Rappresenta il momento più suggestivo delle celebrazioni pasquali nel centro della Sicilia è ad Enna, specialmente nel Venerdì Santo. In questa solenne processione, tutte le confraternite si riuniscono nel Duomo, pronte a dare inizio al corteo funebre. Oltre 2000 confrati, vestiti con ampie tuniche e cappucci bianchi, precedono le vare del Cristo Morto e dell’Addolorata, creando un’impressionante processione.

Messina, la processione delle “Barette”

Sono un’altra celebrazione emblematica della Pasqua in Sicilia; questa processione liturgica si svolge nel pomeriggio del Venerdì Santo e ha origini che risalgono alla dominazione spagnola. Fu ideata come una Via Crucis cittadina, con un’immagine dell’Addolorata seguita da un simulacro raffigurante la bara del Cristo Morto. Da qui il nome “barette“. Attualmente, la processione delle Barette di Messina comprende 11 vare, conservate nella Chiesa dell’Oratorio della Pace, che rappresentano i momenti salienti della vita di Cristo, dall’Ultima Cena alla sua Morte.

Marsala, la Via Crucis vivente

Offre uno spettacolo unico durante le celebrazioni pasquali. Questo evento, caratterizzato da un’atmosfera molto teatrale, coinvolge sei gruppi di persone che rivisitano alcuni momenti della Via Crucis. Vestiti con costumi d’epoca e cappucci bianchi, i partecipanti recitano a viso scoperto, tranne quelli che interpretano il Cristo, coperti da maschere tranne quando sono con gli apostoli e in croce. La processione è preceduta da un trombettiere e un tamburino che attirano l’attenzione degli spettatori, seguiti da bambini e ragazze in abiti tradizionali. La presenza di personaggi viventi rende l’evento particolare e suggestivo, offrendo una rappresentazione viva della Via Crucis.

San Fratello (Messina), la Festa dei Giudei

Risalente al Medioevo, è una celebrazione religiosa che si svolge durante la Settimana Santa. Gli abitanti del paese indossano le vesti del Giudeo, con giubba e calzoni rossi, percorrendo le strade in una manifestazione suggestiva che commemora il flagellatore che ferì Cristo al costato.

Caltanissetta, la processione della Real Maestranza e delle Varicedde

La Processione della Real Maestranza e delle Varicedde di Caltanissetta

La Real Maestranza di Caltanissetta è un rito che si svolge nella mattina del Mercoledì Santo e ha origini risalenti al 1551. Questa celebrazione trae il suo nome dall’antica usanza di salutare l’ostensorio sparando a salve con gli archibugi, dopo le 40 ore di adorazione del Santissimo Sacramento. Attualmente, la festa ruota attorno alla figura del Capitano, scelto annualmente da diverse categorie di artigiani, che riceve privilegi come la consegna delle Chiavi della città e la nomina a Cavaliere della Repubblica. Al tramonto, ha luogo la processione delle Varicedde, 19 piccoli simulacri che rappresentano le Vare. Questi gruppi, accompagnati da una banda, percorrono le strade sino alla “Desolata“, il culmine della processione, dove avviene la separazione delle Vare prima che vengano custodite per l’anno successivo.

Modica, la Madonna Vasa-Vasa

E’ una festa che si tiene la Domenica di Pasqua. Il momento più suggestivo è il “bacio di Mezzogiorno” davanti alla Chiesa di Santa Maria di Betlemme, dove la Madonna e il Cristo Risorto si incontrano.

Ferla (Siracusa), la Sciaccariata

la scacciariata di ferla

La “Sciaccariata” di Ferla si tiene il Sabato Santo nella provincia di Siracusa; poco prima della mezzanotte, il Gesù Risorto viene portato in spalla attraverso le strette vie del paese, illuminate da fiaccole accese, chiamate “sciaccarre“, che illuminano il percorso e creano un’atmosfera unica e coinvolgente. La Sciaccariata rappresenta un’esperienza straordinaria per chi desidera vivere la Pasqua in Sicilia in modo autentico e ricco di tradizioni.

Partinico (Palermo), il borgo dei Parrini

Situato nel comune di Partinico, provincia di Palermo, è noto come il borgo più piccolo d’Europa, ospitando soltanto 20 abitanti che sono monaci. Esplorare questo borgo è come fare un viaggio nel tempo, immersi in un museo a cielo aperto.

Fondata nel XVII secolo dai Gesuiti, il Borgo dei Parrini deve il suo nome a questo ordine sacerdotale. Le sue strutture architettoniche risalgono al 1700 e includono torrette di avvistamento, magazzini, case e una piccola chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario. La storia di questo luogo è un mix affascinante tra sacro e profano.

Negli ultimi tempi, il Borgo dei Parrini è stato rivalutato con murales sulle facciate delle case, trasformando il borgo in un vero e proprio museo a cielo aperto. Questa iniziativa ha attirato l’attenzione di numerosi turisti, anche se il borgo rimane abitato solo dai monaci. Borgo dei Parrini è dunque un luogo straordinario da visitare, dove la storia e l’arte si fondono in un’atmosfera unica.

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Queste sono le tradizioni sulla Pasqua in Sicilia: la nostra isola non smette mai di stupire, tra curiosità e tradizioni! Approfittiamo dell’occasione, per farvi gli auguri di una serena e felice Pasqua!

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