Street art in Val di Noto: rigenerazione e arte contemporanea

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians

La street art nel Val di Noto sta dando vita a una scena culturale unica e alternativa rispetto al resto della Sicilia. Attraverso festival urbani, interventi d’arte pubblica diffusa e la nascita di nuovi spazi contemporanei, il territorio si sta trasformando in un vero e proprio laboratorio creativo a cielo aperto.

Parlare oggi di street art nel Val di Noto significa partire da una premessa importante: qui non esiste ancora una scena compatta. Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato in modo evidente. Tra Modica, Scicli, Ragusa e Noto si sta formando una rete di progetti che usa l’arte urbana come strumento di rigenerazione culturale. È una street art che dialoga con il territorio e la storia barocca delle comunità che abitano questi luoghi.

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians by Lorenzo - Mani in arte il laboratorio artistico di Modica Alta

Il laboratorio di arte urbana a Modica Alta “Mani in Arte”

Modica Alta è un attivissimo laboratorio culturale che opera tra il Pizzo Belvedere, la Scalinata di San Giovanni e via Pizzo. Il motore principale è stato il collettivo “Mani in Arte”, che ha avviato un processo di trasformazione urbana attraverso eventi e interventi diffusi, coinvolgendo artisti tra cui Elisa Corallo e l’artista messicana Bety Vargas, come anche il pubblico locale. Il risultato è una forma di arte urbana ibrida, tra street art e arte pubblica, che accompagna la città nella sua trasformazione.

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians by Lorenzo - Il murale della pace alla scuola De Amicis

Un’altra caratteristica della scena è il forte legame con scuole e associazioni. Negli ultimi anni diversi edifici scolastici di Modica Alta hanno ospitato murales e interventi collettivi realizzati insieme agli studenti. Nel 2025, ad esempio, alla scuola “De Amicis” è stato realizzato un murale collettivo sul tema della Pace, promosso da associazioni locali e realizzato con il coinvolgimento diretto degli studenti.

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians by Lorenzo - Banksy arriva a Modica

Un passaggio chiave per il 2025-2026 è stata la mostra “Banksy – Realismo Capitalista” all’Ex Convento del Carmine, promossa dalla Fondazione Teatro Garibaldi. In una città storicamente legata al barocco, la scelta di investire sullimmaginario della street art contemporanea indica una trasformazione profonda: il linguaggio urbano diventa parte del discorso artistico ufficiale del territorio.

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians by Lorenzo - Ricerca artistica contemporanea alla Galleria Quam

Ricerca artistica contemporanea a Scicli e il progetto internazionale “Acqua Filo Mano Luce”

Scicli si distingue per il lavoro sulla ricerca artistica contemporanea. Il punto di riferimento è Galleria Quam, che negli ultimi anni ha costruito un programma capace di mettere in dialogo artisti internazionali, territorio e pratiche ibride. Si ricorda la mostra “Acqua Filo Mano Luce”, progetto artistico internazionale curato da Christine Xuereb con artiste italiane e maltesi.

Il tessuto della città è fatto di residenze artistiche, piccoli progetti indipendenti e interventi temporanei, spesso poco visibili ma diffusi. Con una scena meno evidente rispetto a Ragusa, Scicli punta ad agire come luogo di produzione e sperimentazione.

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians by Lorenzo - L'eredità del FestiWall

Street art a Ragusa: da FestiWall alla nuova rete indipendente

Ragusa resta il punto del Val di Noto in cui la street art ha assunto una forma più strutturata e riconoscibile. Abbiamo già approfondito in un altro articolo il “FestiWall”, passaggio decisivo che ha reso Ragusa uno dei pochi luoghi del sud-est siciliano dove è possibile leggere una vera stratificazione di street art. Un’estensione importante del progetto è stata “Bitume”, sviluppato all’interno dell’ex stabilimento Ancione: un esempio concreto di come l’arte urbana sia stata utilizzata per riattivare spazi industriali abbandonati, andando oltre il semplice murale.

Sulla sua eredità si stanno innestando nuove realtà, come quella di Galleria Iblea Symposium, che nel 2026 lavora attraverso open call e progetti contemporanei, promuovendo la collaborazione tra artisti nella definizione di linguaggi urbani e pratiche site-specific.

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians by Lorenzo - L'Infiorata di Noto diventa arte urbana contemporanea

Tra arte urbana e spettacolarizzazione dello spazio a Noto

Negli ultimi anni, a Noto si è sviluppato un ecosistema artistico che lavora su linguaggi molto vicini all’urban art, soprattutto attraverso collettive, festival e installazioni nello spazio pubblico. Eventi come l’Infiorata di Noto stanno assumendo un linguaggio sempre più vicino all’arte urbana contemporanea, capaci di trasformare la città in spazi immersivi.

Articolo street art Val di Noto per sicily and sicilians by Lorenzo - Un ecosistema artistico tra pietra e paesaggio

Accanto alle istituzioni, stanno crescendo realtà artistiche indipendenti come “OpeNoto”, che organizzano collettive e iniziative condivise, coinvolgendo artisti che lavorano tra pittura, fotografia e intervento nello spazio. “Lap_idèo Art Festival”, attivo da anni nella cava Stallaini, gioca da anni un ruolo fondamentale. Qui artisti italiani e internazionali realizzano opere site-specific tra pietra e paesaggio.

Nel 2026 la street art nel Val di Noto non è più un insieme di episodi isolati. Tra i murales di Ragusa ereditati da FestiWall, i progetti partecipativi di Modica Alta, le pratiche contemporanee sviluppate a Scicli e le collettive diffuse di Noto, sta emergendo un ecosistema culturale sempre più definito. Qui l’arte urbana dialoga con cave, pietra calcarea, centri storici barocchi, spopolamento dei quartieri antichi e riattivazione degli spazi pubblici. La sua caratteristica principale è proprio questa: più che invadere la città, la street art del Val di Noto costruisce un linguaggio legato al territorio.

Arte contemporanea emergente in Sicilia: un viaggio tra colori e identità

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La Sicilia si è trasformata nel corso degli anni in un museo a cielo aperto, dove i borghi più remoti dell’isola sono diventati luoghi di pellegrinaggio per chi cerca itinerari artistici fuori dai circuiti tradizionali.

Non si tratta soltanto di murales o decorazioni pittoresche: quello che sta accadendo in molti paesi dell’interno siciliano è un fenomeno di rigenerazione culturale profonda, in cui l’arte contemporanea emergente in Sicilia trova nei borghi il suo spazio più autentico e sorprendente. Facciate di case abbandonate che tornano a vivere attraverso i colori, vicoli che diventano gallerie, comunità che riscopiono la propria identità attraverso lo sguardo di artisti locali e internazionali. Percorrere questi itinerari artistici in Sicilia significa immergersi in un’esperienza che va ben oltre la visita turistica: è un incontro con la memoria collettiva di un territorio che ha scelto la bellezza come forma di resistenza e rinascita.

 

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Palermo: il quartiere Ballarò tra street art e vocazione contemporanea

Un punto di partenza ideale per esplorare l’arte contemporanea emergente in Sicilia può essere Palermo, e in particolare il quartiere Ballarò. Qui, nel cuore pulsante della città più antica dell’isola, la street art ha colonizzato ogni superficie disponibile con una forza espressiva che non lascia indifferenti. Artisti come Igor Scalisi Palminteri hanno trasformato i muri scrostati del mercato storico in opere che raccontano le contraddizioni e la vitalità di un quartiere vissuto, multiculturale, in continua trasformazione.

Le facciate di Ballarò sembrano custodire una doppia memoria: quella dei mercanti e dei popolani che le hanno abitate per secoli, e quella degli artisti contemporanei che le hanno restituite alla città come dono visivo. Camminare per queste strade significa attraversare una mostra permanente e mutevole, in cui ogni angolo riserva una scoperta: un volto che ti guarda da un portone, un intreccio di simboli che dialoga con le decorazioni barocche dei palazzi nobiliari, un’installazione improvvisata che fa da contrappunto alla confusione luminosa del mercato. Ballarò non è un museo: è un organismo vivo, e la sua arte contemporanea lo rispecchia in modo fedele.

 

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Graniti e i Madonie: dove i borghi si raccontano attraverso i murales

Spostandosi verso le Madonie, si incontra uno dei fenomeni più interessanti degli itinerari artistici siciliani: i borghi dipinti dell’entroterra. Graniti, piccolo comune del Messinese, è diventato un caso esemplare di come l’arte possa salvare un paese dall’abbandono. Da anni ospita il festival “Europatropia”, che ha portato artisti da tutto il mondo a dipingere le sue facciate, trasformando ogni vicolo in un racconto visivo di straordinaria potenza.

Le opere di Graniti non cercano la spettacolarità fine a se stessa: ogni murale nasce da un dialogo con gli abitanti, con la loro storia, con le tradizioni contadine e artigiane che ancora sopravvivono in questo angolo di Sicilia. Il risultato è un insieme coerente e commovente, in cui la pittura murale non decora lo spazio ma lo abita, diventando parte integrante del paesaggio umano e architettonico del borgo. Passeggiare per Graniti è un’esperienza che richiede lentezza e attenzione: ogni dettaglio parla, ogni colore ha una ragione d’essere.

 

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Gibellina: la città-museo e il Cretto di Burri

Nessun itinerario artistico in Sicilia sarebbe completo senza una visita a Gibellina, la città che più di ogni altra ha fatto dell’arte contemporanea il proprio principio fondativo. Dopo il terremoto del 1968 che la distrusse completamente, la nuova Gibellina fu ricostruita ex novo con il contributo di alcuni tra i più grandi artisti e architetti italiani del Novecento, dando vita a uno straordinario esperimento di città-museo all’aperto.

Ma è il Cretto di Alberto Burri, realizzato tra le rovine della vecchia Gibellina, il luogo che più colpisce e commuove. Questa immensa colata di cemento bianco che ricopre e preserva i resti dell’abitato distrutto è uno dei capolavori dell’arte contemporanea italiana, un’opera che trasforma il lutto collettivo in forma estetica di potenza assoluta. Camminare tra le sue fenditure significa percorrere le strade fantasma di una città che non c’è più, sentirne il silenzio e la presenza allo stesso tempo. Gibellina non è soltanto un luogo dell’arte contemporanea emergente in Sicilia: è un luogo dell’anima.

Sapevi che Gibellina è la Capitale d’Arte Contemporanea 2026? Scopri l’articolo dedicato alla sua arte e trasformazione urbana.

 

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Sicilia orientale: Zafferana Etnea e i borghi dell’Etna

Anche il versante orientale dell’isola offre esperienze di grande intensità per chi cerca itinerari artistici in Sicilia lontani dai percorsi convenzionali. Attorno all’Etna, diversi borghi hanno avviato negli ultimi anni progetti di rigenerazione culturale attraverso l’arte murale, con risultati che meritano attenzione. Zafferana Etnea, con la sua architettura compatta e il paesaggio lavico che la circonda, ha ospitato interventi di artisti locali che hanno saputo intrecciare la tradizione visiva siciliana con un linguaggio pienamente contemporaneo.

Le opere realizzate in questi borghi etnei non cercano il confronto con la metropoli: scelgono invece di misurarsi con la scala umana del villaggio, con la luce tagliente del mezzogiorno siciliano, con i colori della pietra lavica e degli agrumeti. È un’arte che nasce dal territorio e al territorio vuole restituire qualcosa: un senso rinnovato di appartenenza, una narrazione visiva capace di trattenere i giovani e di attrarre nuovi sguardi dall’esterno.

 

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Catania: i murales del quartiere San Berillo tra memoria e trasformazione

Nel cuore di Catania, il quartiere San Berillo porta impressa sulla pelle la storia di una città che non ha mai smesso di cambiare. Qui l’arte contemporanea emergente in Sicilia ha trovato un terreno fertile proprio tra le contraddizioni di un rione un tempo destinato alla demolizione, che invece ha resistito e si è reinventato anche grazie alla presenza di opere murali di grande qualità. Artisti catanesi e internazionali hanno scelto questo quartiere come luogo di espressione, lasciando sulle sue facciate segni visivi che parlano di identità, di resistenza e di appartenenza urbana.

San Berillo è un luogo che chiede di essere attraversato a piedi, lentamente, senza fretta. I murales che abitano i suoi muri non sono decorazioni, ma dichiarazioni: raccontano le persone che ci vivono, le battaglie che hanno combattuto, le speranze che continuano a coltivare. Accanto alle opere pittoriche, il quartiere ospita spazi creativi, botteghe artigiane e iniziative culturali che fanno di San Berillo uno dei nodi più vivi degli itinerari artistici siciliani contemporanei. Visitarlo significa scoprire una Catania che non appare nelle guide tradizionali, ma che è forse la più autentica.

 

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Noto e il Val di Noto: quando il contemporaneo dialoga con il barocco

Nel cuore del barocco siciliano, tra le pietre dorate di Noto e i paesi del Val di Noto, si gioca una delle sfide più affascinanti dell’arte contemporanea emergente in Sicilia: come far dialogare un patrimonio architettonico di straordinaria bellezza con le istanze espressive del presente, senza che l’uno sopraffaccia l’altro. La risposta che alcuni artisti e curatori hanno trovato negli ultimi anni è sorprendente nella sua efficacia: non cercare il contrasto, ma la risonanza.

Alcune facciate di palazzi storici, alcuni cortili nascosti, alcune piazze minori di questi borghi del ragusano e del siracusano ospitano oggi interventi di arte contemporanea che sembrano sempre essere stati lì. La texture della pietra calcarea, la qualità della luce pomeridiana, il ritmo delle architetture barocche diventano elementi attivi nelle composizioni degli artisti, che li incorporano nelle proprie opere come se la storia del luogo fosse parte integrante del loro vocabolario visivo. Percorrere questi itinerari artistici in Sicilia con questa consapevolezza cambia completamente l’esperienza: il barocco non è più soltanto sfondo, ma interlocutore.

 

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Sambuca di Sicilia: il borgo che si reinventa attraverso l’arte e l’accoglienza

Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, è diventata negli ultimi anni uno dei simboli più citati della rinascita dei borghi siciliani. Nota al grande pubblico per l’iniziativa delle case a un euro, Sambuca ha saputo trasformare l’attenzione mediatica in un’opportunità concreta di rigenerazione culturale, portando artisti, creativi e nuovi abitanti in un centro storico di straordinaria bellezza. Le sue strade arabeggianti, i vicoli stretti e i belvedere sul lago Arancio formano un contesto in cui l’arte contemporanea attecchisce con naturalezza.

Diversi interventi murali e installazioni site-specific hanno trovato posto tra le case ristrutturate e quelle ancora in attesa di nuova vita, creando un percorso visivo che alterna la suggestione del tempo sospeso con la freschezza di sguardi nuovi. Sambuca è anche un luogo in cui gli itinerari artistici siciliani si intrecciano con quelli enogastronomici e naturalistici: il lago, le colline coltivate a vigneto e oliveto, la vicinanza alla Valle dei Templi fanno di questo borgo un punto di sosta ideale per chi vuole esplorare la Sicilia più autentica e meno frequentata.

 

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Scicli e Modica: arte contemporanea nei palazzi del barocco ibleo

Scicli e Modica, entrambe nel cuore del barocco ibleo e patrimonio UNESCO, stanno vivendo una stagione particolarmente interessante sul fronte dell’arte contemporanea emergente in Sicilia. Gallerie indipendenti, residenze d’artista e spazi sperimentali si sono insediati negli ultimi anni all’interno di palazzi storici e chiese sconsacrate, restituendo nuova funzione a edifici che rischiavano di restare monumenti silenziosi. Il risultato è un paesaggio culturale stratificato, in cui secoli di storia convivono con la ricerca artistica più attuale.

A Scicli in particolare, la scena artistica locale ha raggiunto una visibilità internazionale grazie a gallerie e collettivi che lavorano con continuità sul territorio, portando collezionisti e appassionati d’arte da tutta Europa in un borgo che pochi anni fa era conosciuto quasi esclusivamente per i paesaggi di Montalbano. Modica, con i suoi vicoli in salita e i suoi belvedere mozzafiato, offre invece un contesto in cui le installazioni temporanee e le mostre negli spazi pubblici dialogano con la grandiosità silenziosa delle architetture nobiliari. Entrambe le città meritano una sosta lunga, capace di restituire la ricchezza di questi itinerari artistici siciliani nella loro piena complessità.

Vi consigliamo di approfondire la storia del capoluogo di Ragusa e del suo legame con arte e cultura.

 

Esplorare l’arte contemporanea emergente in Sicilia attraverso i borghi dipinti significa intraprendere un viaggio che non ha un percorso obbligato né una meta definitiva. Ogni paese, ogni murale, ogni opera racconta una storia diversa e allo stesso tempo partecipa a un racconto collettivo più ampio: quello di un’isola che non ha smesso di reinventarsi, di trovare nella creatività una forma di presenza e di futuro. Gli itinerari artistici siciliani sono ancora in gran parte da scoprire, e questa è forse la loro qualità più preziosa: la sensazione di essere, ogni volta, i primi a passare.

Gibellina capitale dell’arte contemporanea 2026: rinascita e creatività in Sicilia

Gibellina è stata proclamata Capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2026: un riconoscimento che celebra il percorso straordinario di una città siciliana rinata dalle macerie del terremoto, attraverso la visione dell’arte, trasformandosi in un laboratorio creativo unico in Europa.

Gibellina si appresta a diventare per tutto il 2026 un epicentro culturale di rilevanza internazionale, capace di attrarre artisti, istituzioni e visitatori da ogni parte del mondo. Questo riconoscimento non celebra soltanto il presente della città, ma suggella una storia cinquantennale di rigenerazione urbana attraverso l’arte contemporanea, inaugurando al contempo un nuovo capitolo di sperimentazione e partecipazione collettiva. Il progetto prevede mostre, residenze artistiche, festival, performance e interventi di riqualificazione, trasformando l’intero territorio del Belìce in un palcoscenico diffuso dove arte e comunità dialogano attivamente.

 

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Gibellina capitale dell’arte contemporanea: dal terremoto alla rinascita culturale

La storia di Gibellina come capitale dell’arte contemporanea affonda le radici in un evento tragico: il devastante terremoto del 14 gennaio 1968 che rase al suolo l’intera Valle del Belìce, provocando centinaia di vittime e lasciando oltre centomila persone senza tetto. La vecchia Gibellina fu completamente distrutta, e l’amministrazione locale prese la coraggiosa decisione di abbandonare il sito originario per costruire una nuova città a circa diciotto chilometri di distanza, più vicina all’autostrada. Questa scelta, apparentemente dolorosa, si rivelò l’inizio di un esperimento urbanistico e culturale senza precedenti. Ludovico Corrao, visionario sindaco della città dal 1969 e nuovamente dal 1974 al 1994, trasformò quella che poteva essere una semplice ricostruzione materiale in un progetto di rinascita attraverso la bellezza. La sua intuizione fu rivoluzionaria: chiamare a Gibellina gli artisti e gli architetti più importanti del panorama nazionale e internazionale per fare della nuova città un museo a cielo aperto, un laboratorio permanente di arte contemporanea.

 

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Il Grande Cretto di Burri: monumento alla memoria nel cuore di Gibellina capitale dell’arte contemporanea

Tra tutte le opere che caratterizzano Gibellina capitale dell’arte contemporanea, il Grande Cretto di Alberto Burri rappresenta uno dei simboli più potenti e riconoscibili della città. Quando nel 1981 Burri visitò i ruderi della vecchia Gibellina, rifiutò di inserire un’opera nella nuova città e decise invece di intervenire direttamente sulle macerie del borgo distrutto. L’artista concepì un’opera monumentale che avrebbe coperto circa ottantamila metri quadrati di rovine con un sudario di cemento bianco, creando uno dei più estesi esempi di land art al mondo. I lavori iniziarono nel 1985 e si interruppero nel 1989 per mancanza di fondi, rimanendo incompiuti fino al 2015, quando l’opera venne finalmente completata in occasione del centenario della nascita dell’artista. Il Cretto ricalca l’antica planimetria urbana: le fessurazioni che oggi si possono percorrere a piedi corrispondono agli antichi vicoli e alle strade del centro storico, mentre i blocchi di cemento inglobano le macerie degli edifici abbattuti dal sisma. Dall’alto, l’opera appare come un’immensa crepa sulla terra, una ferita monumentale che cristallizza la memoria collettiva e trasforma il dolore in bellezza permanente, conferendo a Gibellina lo status di capitale spirituale dell’arte della memoria.

 

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Arte contemporanea e visione a Gibellina: Ludovico Corrao e gli artisti internazionali

La trasformazione di Gibellina in capitale dell’arte contemporanea porta la firma indelebile di Ludovico Corrao, figura carismatica che seppe tradurre il trauma del terremoto in un’opportunità di rinascita culturale. Corrao, nato ad Alcamo da una famiglia di artigiani, aveva sviluppato sin dalla giovinezza una passione per l’arte e la bellezza, collezionando opere e costruendo relazioni con gli intellettuali più influenti del suo tempo. Il suo appello agli artisti dopo il terremoto ottenne una risposta corale e generosa: nomi celebri come Pietro Consagra, Renato Guttuso, Carla Accardi, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Arnaldo Pomodoro, Ludovico Quaroni, Franco Purini, Mimmo Paladino e molti altri accettarono di donare opere e progetti per la nuova città. Gibellina divenne così un caso unico in Europa, una città-museo dove l’arte contemporanea non era confinata nei musei ma permeava lo spazio pubblico, le piazze, le architetture. Corrao riuscì nell’impresa straordinaria di finanziare gran parte di questo patrimonio artistico con fondi privati, attraverso donazioni, vendite di cartelle grafiche, edizioni limitate di opere e il contributo spontaneo dei cittadini, che acquistavano oggetti d’arte per sostenere la ricostruzione culturale della loro città.

 

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Il Museo d’Arte Contemporanea e le “Trame Mediterranee” a Gibellina

Il patrimonio artistico di Gibellina si concentra in due istituzioni museali di rilievo internazionale. Il Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, inaugurato nel 1980 e dedicato al suo fondatore nel 2012, conserva una collezione di circa duemila opere che documentano il contributo degli artisti alla rinascita della città. Tra le opere esposte spiccano capolavori di Mario Schifano, Giulio Turcato, Arnaldo Pomodoro, Gino Severini, Alighiero Boetti, Fausto Melotti, Giuseppe Uncini, Pietro Consagra e Carla Accardi, testimoniando la straordinaria adesione del mondo dell’arte al progetto di Corrao. Parallelamente, il Baglio Di Stefano ospita il Museo delle Trame Mediterranee, gestito dalla Fondazione Orestiadi e dedicato al dialogo tra le culture del Mediterraneo. Qui si trova la celebre Montagna di Sale di Mimmo Paladino, insieme a opere di Joseph Beuys, Bob Wilson, Richard Long e numerosi altri artisti internazionali. Questi spazi non sono semplici contenitori espositivi ma laboratori viventi che continuano a produrre cultura, organizzando mostre temporanee, residenze artistiche e iniziative educative che mantengono Gibellina al centro del dibattito sull’arte contemporanea.

 

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Il dialogo tra le architetture e l’arte contemporanea a Gibellina 

A Gibellina, l’arte contemporanea non si manifesta solo attraverso sculture e installazioni, ma permea l’intera struttura urbana attraverso architetture concepite come opere d’arte. La Chiesa Madre, progettata da Ludovico Quaroni e Luisa Anversa tra il 1970 e il 1972, rappresenta una delle sperimentazioni architettoniche più audaci del dopoguerra italiano: un parallelepipedo di circa cinquanta metri di lato che rompe con la tipologia ecclesiastica tradizionale, trasformando lo spazio sacro in un contenitore geometrico dove funzioni religiose e civili convivono in un dialogo contemporaneo. Il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes ridisegna lo spazio pubblico secondo una logica di percorsi e prospettive che guidano il visitatore attraverso la città come in una galleria aperta. Il Meeting di Pietro Consagra, monumentale scultura-porta della città, esprime l’idea di apertura e accoglienza attraverso forme che invitano al passaggio piuttosto che alla chiusura. Il Teatro, anch’esso progettato da Consagra e rimasto incompiuto per decenni, è destinato a diventare uno dei poli centrali della programmazione di Gibellina 2026, simbolo del legame tra passato e futuro del progetto culturale della città.

 

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Gibellina capitale dell’arte contemporanea 2026: il progetto “Portami il Futuro”

Il programma che accompagnerà Gibellina nel suo anno da capitale dell’arte contemporanea si intitola “Portami il Futuro” e rappresenta un ambizioso percorso articolato su cinque direttrici principali. Sotto la direzione artistica di Andrea Cusumano, con il supporto dei co-curatori Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta, il progetto trasformerà la città e l’intera Valle del Belìce in un laboratorio diffuso di sperimentazione artistica. Le inaugurazioni del 15 e 16 gennaio 2026, in coincidenza con l’anniversario del terremoto, daranno avvio a un calendario denso di mostre, video-installazioni, dialoghi tra protagonisti dell’arte contemporanea, residenze artistiche per artisti italiani e internazionali. Tra gli artisti invitati figurano nomi come Lucia Veronesi, Flavio Favelli, Sisley Xhafa, Giorgio Andreotta Calò, Pietro Fortuna, oltre a collettivi come Stalker e artisti performativi come Virgilio Sieni. Il programma prevede anche un’intensa attività di arti performative – teatro, danza, musica e cinema – che animeranno non solo Gibellina ma l’intero territorio circostante, con il Festival delle Orestiadi come fulcro delle attività estive.

 

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Educazione e partecipazione culturale a Gibellina

Uno degli aspetti più innovativi del progetto di Gibellina riguarda l’attenzione rivolta alla dimensione educativa e partecipativa dell’arte. Il programma “Portami il Futuro” dedica un’intera sezione a laboratori, percorsi formativi e iniziative intergenerazionali che coinvolgono attivamente la comunità locale, le scuole e i giovani del territorio. Studenti e cittadini saranno invitati a diventare guide e narratori del patrimonio artistico, trasformandosi da fruitori passivi in protagonisti attivi della trasmissione culturale. Workshop artistici, progetti partecipativi e attività di co-creazione permetteranno agli abitanti di riappropriarsi degli spazi pubblici e di contribuire alla produzione di nuove opere collettive. Questa dimensione partecipativa non rappresenta un semplice corollario del programma artistico, ma ne costituisce il fondamento metodologico, riflettendo la convinzione che l’arte contemporanea debba essere strumento di coesione sociale, inclusione e costruzione di cittadinanza attiva. L’obiettivo è trasformare l’esperienza della Capitale in un esercizio condiviso di memoria e innovazione, combinando tradizioni artigianali locali con linguaggi creativi contemporanei.

 

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Simposi e riflessione critica a Gibellina capitale dell’arte contemporanea

Gibellina non sarà solo luogo di produzione ed esposizione artistica, ma anche spazio di riflessione teorica e confronto intellettuale. Durante tutto il 2026, la città ospiterà simposi, conferenze e giornate di studio che approfondiranno il rapporto tra arte contemporanea e rigenerazione urbana, coinvolgendo università, accademie e centri di ricerca nazionali e internazionali. Il Comitato Scientifico del progetto, composto da figure di rilievo come Achille Bonito Oliva, Teresa Macrì, Michele Cometa e Hedwig Fijen, garantirà l’alto profilo degli appuntamenti teorici. Questi incontri affronteranno temi cruciali come lo spazio pubblico, la sostenibilità ambientale, il paesaggio culturale, il concetto di eredità e memoria collettiva, la partecipazione civica attraverso l’arte. Gibellina diventerà così un laboratorio di pensiero dove pratiche artistiche e riflessione critica si alimentano reciprocamente, offrendo contributi originali al dibattito internazionale sui processi di rigenerazione territoriale mediati dall’arte. L’obiettivo è consolidare il ruolo della città come centro di ricerca avanzata sui temi della creatività contemporanea, costruendo reti di collaborazione con istituzioni culturali italiane e straniere che proseguiranno oltre l’anno da Capitale.

 

Hai trovato interessante questo articolo dedicato a Gibellina? Continua a esplorare le meraviglie artistiche della Sicilia: abbiamo un articolo anche per Agrigento, Capitale della Cultura 2025!

Il riconoscimento di Gibellina come capitale dell’arte contemporanea rappresenta un’opportunità straordinaria non solo per la città ma per l’intera Sicilia occidentale e la Valle del Belìce. Il progetto coinvolge attivamente la rete dei comuni limitrofi e numerosi centri della provincia di Trapani, creando un sistema territoriale integrato che moltiplica l’impatto culturale ed economico dell’iniziativa. Gibellina può diventare modello replicabile di come l’investimento in arte e cultura generi valore condiviso, dimostrando che la bellezza non è un lusso ma una necessità per comunità che aspirano a un futuro dignitoso e sostenibile.

Arte, cultura e tradizioni nella Trinacria: autunno siciliano

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L’autunno trasforma la Sicilia in un palcoscenico naturale dove cultura e tradizione si intrecciano in un calendario ricco di manifestazioni artistiche e culturali.

L’autunno siciliano del 2025 si presenta come una stagione di riscoperta culturale che valorizza l’identità locale attraverso linguaggi artistici diversificati. Dal folklore tradizionale dell'”Ottobrata” alle provocazioni contemporanee di Banksy, dall’arte futurista agli scavi archeologici, l‘isola offre ai siciliani e ai visitatori un’esperienza autentica; un patrimonio culturale vivente che dialoga costantemente tra passato e presente. 

 

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Arte contemporanea con Giorgio Vigna: “Nuvola Passeggera

Palazzo Beneventano nel centro storico di Scicli (in provincia di Ragusa) ospita il percorso espositivo di Giorgio Vigna, artista veronese che esplora il rapporto tra paesaggio siciliano e memoria attraverso le sue “Cosmografie“, “Sassi” e “Lapilli” in vetro. Le sculture e installazioni dell’artista, forgiate dagli elementi naturali, creano un dialogo poetico con l’architettura barocca siciliana.

Alcune info che possono tornare utili:

  • località: Palazzo Beneventano, Scicli (RG);
  • durata: 21 agosto – 31 ottobre 2025;
  • orari: martedì-sabato, 18:00-22:00;
  • ingresso: gratuito.

 

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Palermo ospita Gonzalo Orquín: “Viaggio in Italia

Palazzo Sant’Elia accoglie l’arte multidisciplinare di Gonzalo Orquín, artista cubano che attraverso pittura, fotografia e video racconta la sua interpretazione dell’identità italiana. Le opere inedite presentate offrono uno sguardo internazionale sulla cultura siciliana contemporanea, intrecciando memoria collettiva e narrazione personale.

Alcune informazioni utili:

  • località: Palazzo Sant’Elia, Palermo;
  • durata: 3 settembre – 26 ottobre 2025;
  • orario: martedì-domenica, 9:00-20:00 (ultimo ingresso ore 19:00);
  • ingresso: gratuito.

 

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Evento della tradizione autunnale: “Ottobrata Zafferanese

Nel cuore dell’Etna, Zafferana Etnea diventa protagonista con la sua celeberrima “Ottobrata Zafferanese“, un evento che da oltre quattro decenni celebra i frutti della terra etnea. Ogni domenica di ottobre, il borgo si anima con stand dedicati ai prodotti tipici locali: uva IGP, miele di zagara, mele dell’Etna, funghi porcini e castagne dei Nebrodi.

L’evento trasforma via Roma in una passeggiata enogastronomica che include spettacoli folkloristici, escursioni naturalistiche guidate sui sentieri dell’Etna, mostre fotografiche e laboratori artistici per bambini. L’ingresso gratuito e la durata dell’intera giornata rendono questa manifestazione accessibile a tutte le famiglie siciliane e ai turisti.

Informazioni dell’evento:

  • località: centro storico di Zafferana Etnea (CT);
  • periodo: tutte le domeniche di ottobre 2025;
  • orario: dalle 9:00 alle 20:00;
  • accesso: gratuito.

 

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Movimenti artistici del Novecento: il Futurismo siciliano

L’Antiquarium di Centuripe (in provincia di Enna) presenta una rassegna straordinaria sul Futurismo siciliano, movimento che ha rivoluzionato l’arte del XX secolo. L’esposizione include opere di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero accanto ai protagonisti locali del movimento, provenienti da collezioni private italiane raramente accessibili al pubblico.

Info utili:

  • località: Centro Espositivo Antiquarium, Piazza Lanuvio 28, Centuripe (EN);
  • durata: 21 giugno – 4 novembre 2025;
  • orari: martedì-venerdì 15:00-19:00; sabato-domenica 10:00-13:00 e 15:00-19:00;
  • ingresso: intero 8€, ridotto residenti/over 65/studenti 4€, bambini 7-14 anni 2€.

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Arte del maestro Elliott Erwitt a Palazzo Reale (Palermo)

Palazzo dei Normanni, a Palermo, ospita 190 scatti iconici di Elliott Erwitt, presidente di Magnum Photos, con fotografie che spaziano dai ritratti di Marilyn Monroe e John F. Kennedy alle scene di vita quotidiana con la sua passione per i cani che hanno definito il linguaggio fotografico contemporaneo.

Alcune dettagli utili:

  • località: Palazzo Reale (Palazzo dei Normanni), Palermo;
  • periodo: 29 maggio – 30 novembre 2025;
  • orari: lunedì-sabato 8:30-16:30; domenica e festivi 8:30-12:30;
  • ingresso: 8,50€.

 

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Arte mondiale con Banksy in Sicilia: “Realismo Capitalista

Nell’isola arriva per la prima volta nell’ex Convento del Carmine a Ragusa l’artista di oltre cento opere di ribellione sociale, l’enigmatico street artist Banksy. Nella collezione esposta fino a novembre sono incluse “Girl with Balloon“, “Love is in the Air” e “Bomb Hugger“. La mostra, curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, offre un percorso immersivo nell’arte provocatoria contemporanea.

Dettagli sulla mostra:

  • località: Ex Convento del Carmine, Ragusa;
  • durata: 31 maggio – 2 novembre 2025;
  • orari: martedì-giovedì 16:00-20:00; venerdì-domenica 10:00-13:00 e 16:00-20:00;
  • prezzi: intero 10€, ridotto residenti provincia 7€, under 18 anni 5€.

 

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Mostra evento del maestro siciliano: “Io, Renato Guttuso

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Modica (in provincia di Ragusa) celebra il grande artista siciliano Renato Guttuso con una selezione di oli e disegni che esplorano le sfaccettature dell’artista: dall’impegno politico alla scenografia teatrale. Una mostra imperdibile di un emblema della cultura siciliana.

Dettagli dell’evento:

  • località: Società Operaia di Mutuo Soccorso, Modica (RG);
  • durata: 19 aprile – 19 ottobre 2025;
  • orario: tutti i giorni 10:00-13:00 e 15:30-20:30;
  • ingresso: intero 10€, residenti Sicilia/over 65/studenti 8€, residenti Modica 6€.

 

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Arte e archeologia: Igor Mitoraj alla Neapolis di Siracusa

Il Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa accoglie “Lo Sguardo, Humanitas, Physis“, mostra a cielo aperto che crea un dialogo unico tra le vestigia greche e le sculture monumentali dell’artista polacco Igor Mitoraj. Trent’anni di produzione artistica, con opere come “Icaro” e “Dedalo“, trasformano l’area archeologica in un percorso esperienziale che unisce mito antico e arte contemporanea.

Info utili:

  • località: Parco Archeologico della Neapolis, Siracusa;
  • durata: 26 marzo 2024 – 31 ottobre 2025;
  • orario: 8:30 fino alla chiusura del parco;
  • costo: ingresso parco 15€ + supplemento mostra 3€.

 

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Arte contemporanea a teatro: Passioni e Illusioni. L’eroe classico tra mito e messa in scena

La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo (Siracusa) presenta “Passioni e Illusioni. L’eroe classico tra mito e messa in scena“, esposizione che esplora l’evoluzione del teatro classico attraverso costumi d’epoca, bozzetti scenografici e fotografie storiche, organizzata in collaborazione con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Dettagli sull’esposizione:

  • località: Palazzo Bellomo, Siracusa;
  • durata: 20 settembre – 24 novembre 2024;
  • orari: lunedì-sabato 9:00-19:00; domenica e festivi 10:00-18:00;
  • ingresso: intero 8€, ridotto 6€.

 

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Arte contemporanea a Palermo con “Spazio Umano

La Chiesa di San Mamiliano (ex Santa Cita) a Palermo ospita “Spazio Umano“, progetto espositivo con dodici artisti internazionali che esplorano temi di coesione sociale e impegno culturale. La mostra si oppone all’omologazione contemporanea trasformando lo spazio sacro in un laboratorio di riflessione artistica e sociale.

Alcune informazioni:

  • località: Chiesa di San Mamiliano (ex Santa Cita), Palermo;
  • durata: 27 giugno 2025 – 10 gennaio 2026;
  • orario: lunedì-domenica 10:00-18:00 (ultimo ingresso 17:00);
  • ingresso: intero 8€, ridotto 6€.

 

L’autunno in Sicilia non è soltanto una stagione, ma un viaggio continuo tra sapori, colori e suggestioni artistiche che riflettono l’anima profonda dell’isola. Dalle calde tonalità dei vigneti etnei alle ombre teatrali delle sculture contemporanee, ogni evento rappresenta un invito a riscoprire i borghi, a camminare tra vicoli carichi di storia e a lasciarsi sorprendere dalle installazioni più audaci. Che siate appassionati di fotografia, estimatori del teatro classico o semplici viaggiatori in cerca di emozioni autentiche, questa terra offre un’esperienza unica e coinvolgente. Vuoi puntare ad un approfondimento della cultura siciliana in chiave super contemporanea? Sul nostro sito Sicily&Sicilians troverai tante altre novità tra cui il nostro articolo sulla street art a Palermo per scoprire il capoluogo siculo da un altra prospettiva.
Buon viaggio culturale nell’isola del mito e della bellezza.

Call per grafici e illustratori “Arte 4 Tisciart”: ecco i vincitori!

call grafici e illustratori mostrami mostramed sicooli

La call per grafici e illustratori “Arte 4 Tisciart” promossa da MostraMed e Mostrami in collaborazione con il brand siciliano Sicooli si è chiusa! I corrispettivi team hanno valutato i lavori proposti dai giovani grafici e illustratori, che hanno raccontato in maniera super creativa il mercato di Ballarò.

È stato molto bello vedere come i giovani creativi abbiano accolto il nostro invito e attraverso i loro lavori abbiano fatto proprio, stilizzato e “sintetizzato” il famoso mercato di Palermo, declinando quelli che sono i suoi valori: la multiculturalità, l’energia e l’autenticità siciliana. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato!!!

IL CONTEST “ARTE 4 TISCIART”

L’obiettivo della call era quello di creare una grafica che racchiudesse l’essenza di Ballarò, famoso mercato storico di Palermo. I partecipanti erano invitati a esprimere visivamente la sua storia, folklore, l’energia e soprattutto la sua multiculturalità e la sua accoglienza. Dopo un iter durato circa 3 mesi siamo pervenuti ad una classifica; la grafica selezionata come vincitrice sarà rivista in tandem con il committente e verrà stampata su una t-shirt della collezione “Tisciart”.

Come sempre, la partecipazione alla call è stata completamente gratuita; i giovani grafici e illustratori  di tutta Italia hanno raccontato attraverso i propri progetti creativi il mondo di Ballarò.

Abbiamo aperto la call e lasciato oltre un mese affinchè i creativi avessero la possibilità di progettare adeguatamente la loro proposta. Insieme al committente Sicooli, noi di MostraMed e Mostrami abbiamo definito una rosa di artwork che fossero maggiormente in linea con il concept del contest e a quel punto, cinque proposte  sono state pubblicate sul nostro profilo Instagram MostramiArt  dove abbiamo riportato i diversi progetti. In seguito il pubblico ha commentato il post esprimendo la propria preferenza.

Ecco qui le cinque proposte creative che sono andate al vaglio del popolo di Instragram.

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I GRAFICI E ILLUSTRATORI VINCITORI

Il concorso prevedeva tre vincitori:

1° – Roberto V.  con “I tetti di Ballarò” si aggiudica quindi il primo premio di 350 euro lordi + un buono Sicooli di 100 euro e sarà coinvolto nella realizzazione della tshirt del contest!

Roberto scrive: “I tetti di Ballarò, il famoso quartiere di Palermo, offrono una vista affascinante e pittoresca sulla città.
Caratterizzanti da coperture in tegole, i tetti si sviluppano tra i vicoli stretti del mercato, creando un intricato mosaico dall’alto.
La loro vista è un mix di storia, cultura e vita quotidiana, con le sue Chiese e il Palazzo Conte Federico che riflettono il cuore pulsante del mercato di Ballarò”.

call grafici e illustratori mostrami mostramed sicooli

 

2° ex aequo- Alessandro B con “Ballarò Abbannia” e Alexander DV  con “Ballarò illustrazione“, si aggiudicano un buono Sicooli da 100 euro da spendere direttamente nello show room di Palermo! Saranno a breve contattati per le modalità!

Alessandro racconta così il suo lavoro: “La grafica proposta si ispira a un’estetica gioiosa 

 

e pop, pensata per catturare l’attenzione di un pubblico giovane. Rappresenta un incontro artistico tra la Pop Art, evocando la semplicità espressiva di Keith Haring con i suoi contorni marcati, e il mondo del fumetto, caratterizzato da forti contrasti e dall’interazione tra elementi grafici e testuali.
L’opera trae spunto dalla mia esperienza personale, proponendo una visione del quartiere di Ballarò e del suo mercato.
La cupola della Chiesa del Carmine, simbolo iconico del quartiere, a rappresentare la ricchezza culturale che permea l’area.
Ho utilizzato linee semplici per delineare il mercato e l’intreccio delle tende, che offrono riparo a merci e passanti, fungendo anche da indicatori per orientarsi tra le bancarelle. Le figure umane e le merci sono stilizzate in un modo infantile, utilizzando semplici cerchi per simboleggiare sia volti che prodotti in vendita, enfatizzando l’interdipendenza tra persone e beni. Il contrasto cromatico vivace aggiunge dinamismo all’intera composizione. Infine, la scritta “Ballarò Abbannia” posizionata in basso richiama i suoni caratteristici del mercato, evocando il brusio incessante che si percepisce varcando le sue soglie. Lo sfondo giallo intenso simboleggia l’attività diurna del quartiere, illuminato dalla luce del sole.

E Alexander: “in questa opera ho illustrato quello che è il quartiere e mercato di Ballarò. Un mercato affollato e accogliente. Visto che Palermo è anche da sempre la casa per gente di etnie miste, ho cercato di dimostrarlo il più possibile nel mio lavoro“.

 

 

call grafici e illustratori mostrami mostramed sicooli

 

Complimenti ai creativi che hanno partecipato, buona arte a tutti! Ci vediamo presto per nuove call per artisti emergenti e non!

[:it]Arte, cultura, chiese e palazzi: lo splendido quartiere della Kalsa di Palermo! [:]

[:it]Eccovi alcune delle migliori tappe (chiese, ville e palazzi) all’insegna della cultura e dell’arte, da non perdere assolutamente alla Kalsa, quartiere di Palermo in cui sorge Palazzo Forcella De Seta, la splendida location in cui verrà ospitata la prima MostraEvento siciliana. Un giro turistico da fare esclusivamente a piedi che non vi deluderà.

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[:it]Palazzo Forcella De Seta: tra storia e leggenda[:en]Palazzo Forcella De Seta: between history and legend[:]

[:it]Siamo ormai alle porte di Made OF Sicily. Tra poco meno di un mese assisteremo alla prima MostraEvento siciliana che vedrà esposte le opere di 20 giovani artisti siciliani prevalentemente under 24, pittori, scultori, fotografi, illustratori, digitalartist, nel maestoso Palazzo Forcella De Seta.

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[:it]Emanuele Bonaventura _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- Al di qua del deserto - Emanuele BonaventuraLa fotografia come il cinema, per il giovane artista siciliano emergente Emanuele Bonaventura sono stati amori a prima vista.

Innamorato di entrambe le arti, le definisce come due sorelle gemelle differenti tra loro, ma con tratti più che comuni. Ha maturato la sua formazione accademica presso l’università “Sapienza” di Roma, dove era iscritto al corso di studi “Arti e Scienze dello Spettacolo”. In quel periodo romano, alimenta la passione  per le arti visive non solo a livello universitario, ma  frequentando anche corsi di cinema e di fotografia e studiando da autodidatta nelle mura domestiche. Finito il percorso universitario, si divide tra l’insegnamento e la cura di progetti personali come mostre, video clip e cortometraggi.

Gli scatti fotografici che ha realizzato mostrano quasi sempre lo stesso core, cercano di raccontare, contesti, colori e storie  generate dall’immaginario, come in un film sul grande schermo. Attraverso la  fotografia, l’artista vorrebbe stimolare delle domande in chi guarda, come ad esempio: cosa si nasconderà in fondo a quel vicolo? Come mai c’è una porta aperta? Dove si  staranno dirigendo i protagonisti di questa storia?

Attualmente si dedica allo studio delle ombre, ricercando il suo significato più inconscio e filosofico. Precedentemente aveva analizzato le architetture e le infrastrutture delle grandi metropoli, focalizzandosi sulle grandi opere realizzate da artisti con una sconfinata immaginazione.

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[:it]Mappe tematiche come itinerari artistici siciliani.[:en]Thematic maps as sicilian artistic itineraries[:]

[:it]È noto quanto la Sicilia sia colma di luoghi culturali imperdibili e stimolanti, noi abbiamo pensato di raccoglierli in tre mappe tematiche che vi guideranno, come dei veri e propri itinerari, alla scoperta delle realtà artistiche più significative della regione.

Nella prima potete trovare le gallerie di arte contemporanea di Palermo, luoghi di esposizione, iniziative e laboratori, attenti a coinvolgere il pubblico rendendolo attivo e non solo spettatore.

La Gam, ad esempio, offre diverse attività a seconda delle esigenze dei diversi pubblici, laboratori per bambini, giochi educativi e visite a tema, attività didattiche indirizzate alle scuole, oltre che in italiano, anche inglese, francese, tedesco e spagnolo e visite guidate alla collezione, su prenotazione, per gruppi, anche in lingua straniera e nella Lingua Italiana dei Segni.

La seconda comprende, invece, i luoghi d’eccellenza e contaminazione culturale, sedi di collaborazioni che hanno generato e continuano a generare progetti di indubbio valore artistico e culturale.

Uno di questi è il Farm Cultural Park di Favara, primo parco turistico culturale costruito in Sicilia.
Sapevate che in uno dei suoi spazi è esposta l’unica mostra permanente del fotografo Terry Richardson?



Nella terza, le mostre collettive in corso in tutta la Sicilia.


E voi conoscete altri spazi, iniziative o mostre e volete segnalarcele?
Vi invitiamo a scriverci a in**@****************ns.com 🙂

[:en]English version will be soon available! Stay tuned![:]