Da Palermo a Catania, fino ai piccoli borghi dell’entroterra, la Sicilia sta riscrivendo la propria cultura e narrazione attraverso i colori della street art, trasformando i muri delle città in monumenti vivi alla memoria, alla legalità e alla bellezza condivisa.
Ogni opera racconta una storia, onora un volto, accende un dialogo tra passato e presente, restituendo dignità ai luoghi siciliani e voce a chi ha lottato per un futuro più giusto. Qui di seguito potete trovare una mappa riepilogativa con i murales più belli e significativi dedicati alla legalità in Sicilia:
Una Sicilia diversa: dal mafia marketing alla memoria visiva
Chi è andato almeno una volta all’estero lo sa: l’associazione tra “Italia” e “mafia” è ancora un cliché duro a morire, tanto da aver dato vita, negli ultimi anni, al fenomeno del cosiddetto “mafia marketing”, capace di trasformare uno stigma in merchandising turistico. Ma in Sicilia, dove quella ferita resta tuttora aperta, la reazione è partita proprio dalla gente comune, che ha scelto di rispondere con l’arte urbana pubblica: sono nati così murales che raccontano storie di resistenza, di giustizia, di speranza per ricordare i veri “eroi siciliani” con magistrati, giornalisti, politici e forze dell’ordine che hanno combattuto per la legalità e la cultura della bellezza.
Street art siciliana sulla memoria attiva
Nel 1992, dopo la strage di Capaci e l’attentato mafioso di via D’Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e i loro agenti di scorta, Palermo si riempì di lenzuoli bianchi appesi ai balconi, simbolo silenzioso ma impattante di protesta e dolore collettivo. Oggi, a distanza di più di trent’anni, quegli stessi muri ospitano ritratti monumentali di chi ha lottato contro la mafia: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Boris Giuliano, Peppino Impastato, Piersanti Mattarella e tanti altri. È nata così una rete di street art per la legalità, che è anche un nuovo modo di viaggiare e scoprire l’isola.
Qui per vedere un documentario dedicato alla madre di Peppino Impastato, Felicia Bartolotta!
Il nuovo volto di Palermo: la giustizia dipinta sui muri
La capitale siciliana è ricca di esempi emblematici di street art e opere d’arte murale.
- Tra i più iconici, il murale di Falcone e Borsellino realizzato nel 2017 nei pressi del porto: un’opera ormai simbolo della città. Qui per maggiori informazioni su quest’opera di street art contro la mafia.
- A pochi passi dal Teatro Massimo si trova invece il muro della legalità più lungo d’Italia, che raggiunge addirittura i 70 metri di lunghezza, con volti e frasi celebri di protagonisti di questo movimento in risposta all’oppressione mafiosa come il generale dei Carabinieri Alberto Dalla Chiesa, lo scrittore Andrea Camilleri, la fotografa Letizia Battaglia e il giornalista Leonardo Sciascia.
- Persino l’attaccante palermitano Totò Schillaci ha il suo ritratto nel quartiere dove è cresciuto: ma cosa c’entra il calcio con la legalità? A detta dei siciliani tanto: negli anni più bui della storia della città di Palermo, quando era dilaniata e colpita dai continui attentati e omicidi per mano mafiosa, la maestria calcistica dell’attaccante della Nazionale italiana riuscì, infatti, a mantenere compatto il tessuto sociale.
Street art nell’entroterra siciliano diventa un museo a cielo aperto
Anche i piccoli centri dell’entroterra siciliano hanno partecipato a questo racconto collettivo e continuano a farlo ancora oggi.
- A Porto Empedocle, città natale dello scrittore Andrea Camilleri, è stato dedicato un murale in via Salita Chiesa, incastrata dentro un percorso di rigenerazione urbana proposto dal Comune della città in partnership con le associazioni culturali Mariterra e Archeoclub di Agrigento. Qui per un altro murale vicino ad Agrigento!
- A Piazza Armerina, in provincia di Enna, invece, l’intera facciata di una palazzina ricorda il vicequestore siciliano Boris Giuliano, assassinato a Palermo nel 1979.
- A Enna, infine, la rappresentazione della giustizia ha preso forma nel murale che adorna lo stadio comunale con statue e simboli femminili di equilibrio e correttezza nei confronti dei giusti.
Catania e dintorni: rigenerazione urbana e memoria collettiva
Nel cuore della città siciliana di Catania, la street art si è fatta veicolo di rigenerazione urbana e strumento di memoria condivisa.
- Uno dei luoghi simbolo di questa trasformazione è la casa circondariale di Piazza Lanza, hanno promosso nel 2012 la realizzazione di un grande murale a cielo aperto che ricompone i volti delle vittime della mafia come in un puzzle. Tra questi, spiccano figure legate alla città etnea, come il giornalista Pippo Fava, l’ispettore Giovanni Lizzio e il giudice Serafino Famà, tragicamente assassinati per il loro impegno civile contro le associazioni mafiose.
- Sempre nella città etnea, lungo la circonvallazione e nei quartieri popolari, i muri raccontano storie di resistenza attraverso ritratti di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e del giornalista siciliano Peppino Impastato.
Queste opere, nate grazie all’iniziativa di artisti e associazioni locali siciliane, non sono semplici decorazioni, ma vere e proprie tappe di un percorso civico e culturale che unisce memoria e bellezza, stimolando riflessioni e senso di appartenenza tra i cittadini.
Qui per altri murales a Catania!
La cultura urbana oltre il catanese: arte pubblica e memoria nell’hinterland etneo
Anche i comuni dell’hinterland catanese sono stati toccati da un vento di creatività impegnata, che ha fatto dell’arte pubblica uno strumento per valorizzare il territorio e coltivare la memoria.
- Ad Acicastello, le opere promosse dalla Fondazione Federico II raccontano il volto sorridente del palermitano don Pino Puglisi e l’impegno di Falcone, Borsellino e del maresciallo Alfredo Agosta, dipinti sulle pareti del Centro Sociale di via Napoli e di fronte alla sede del Comune.
- L’arte urbana si estende anche verso l’entroterra e i paesi alle pendici dell’Etna: a Paternò, tre grandi murales realizzati grazie alla Fondazione Federico II celebrano la legalità attraverso immagini simboliche e ritratti di Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e una giustizia femminile guidata da un falco.
- A Letojanni, invece, è stato reso omaggio alla giovane Graziella Campagna, vittima innocente della mafia.
- A Ragalna si ricorda il coraggio della cagliaritana Emanuela Loi, prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio durante la strage di via D’Amelio.
In questi luoghi, l’arte non è solo decorazione urbana, ma un modo concreto per incidere nella coscienza collettiva e trasmettere alle nuove generazioni il valore della legalità.
In Sicilia, l’arte urbana è diventata uno strumento impattante e visibile per riscrivere l’immaginario collettivo, trasformando i muri anonimi in pagine vive di memoria condivisa, in grado di restituire senso ai luoghi e voce alle comunità. Questo processo di rigenerazione, tuttavia, non si esaurisce nell’atto artistico: si alimenta ogni giorno nei luoghi dove i giovani si incontrano, discutono, immaginano e progettano il cambiamento.
Sono gli spazi di aggregazione culturale giovanile a fare da motore silenzioso di questa trasformazione, nutrendo la partecipazione civica, la creatività sociale e l’impegno quotidiano per una Sicilia più giusta, consapevole e inclusiva. Se vi foste persi l’articolo dedicato, andate a recuperarlo per prendere spunto per visitare nuovi luoghi di aggregazione giovanile!
Vuoi iscriverti alla nostra newsletter e rimanere sempre aggiornato?