Palermo, turismo e passione: gli amici di Palermo Wonders

“Benvenuti a Palermo! Benvenuti in una splendida città, degna di essere visitata al pari delle più ambite, come Roma, Firenze e Venezia. Chi si reca oggi in Sicilia sa che vale la pena visitare il capoluogo. Vuole vedere i Quattro Canti, la Martorana, la Cappella Palatina, la Fontana della Vergogna. Oggi Palermo è una città nota per la sua arte. Chi non la conosce è curioso. Chi ci è già stato in passato, magari 20 anni fa, vuole rivederla con nuovi occhi. Perché forse non aveva visitato nulla o soltanto poche cose.” Inizia così il racconto del nostro amico, Mauro Amato, guida turistica di eccezione della città che tanto amiamo, che insieme ai suoi fratelli ha creato una splendida realtà che vuole raccontare la città. Palermo, turismo e passione: tre elementi che accomunano noi di SicilyandSicilians e i nostri amici di Palermo Wonders.

Palermo tra passato e contemporaneità

“La Palermo di oggi è diversa da quella a cui ci eravamo abituati con rassegnazione: la città turistica, per un periodo di tempo troppo lungo, consisteva in 2 luoghi: la Cappella Palatina all’interno del Palazzo dei Normanni e la Cattedrale. Gli spostamenti da un monumento all’altro avvenivano in bus. Il resto non esisteva, era abbandonato, chiuso, imbruttito dallo smog, inospitale. Per fortuna, quella Palermo, bella ma caotica, poco accogliente e pericolosa è ormai un ricordo.”
Abbiamo voluto approfondire il suo pensiero e gli abbiamo dato carta bianca nel raccontarci i cambiamenti vissuti a Palermo. Così continua: “Cosa è cambiato negli ultimi anni? Tutto: la percezione di Palermo in Italia e nel mondo, ma anche la città in sé stessa. E la svolta è stata così rapida che potremmo quasi parlare di un miracolo. Da cosa è stato determinato questo cambiamento? Probabilmente da una serie di concause; ne individuo almeno 3 principali:
  1. Pedonalizzazione del centro storico
  2. Riconoscimento UNESCO
  3. Palermo Capitale della cultura 2018 e Manifesta.

La pedonalizzazione della città

La pedonalizzazione è stato un atto di rottura con il passato: il centro ha smesso di essere un luogo degradato, ferito dalle bombe della seconda guerra mondiale, da attraversare velocemente in auto. Ha riacquistato il suo spazio e la sua lentezza. E’ un luogo da percorrere a piedi. Da gustare. Da osservare con curiosità, da scoprire. Ha determinato dei cambiamenti sociali ed economici. I Palermitani hanno scoperto il gusto di passeggiare in centro. Si sono riappropriati di ciò che gli spettava di diritto: la propria città, la propria storia. Al tempo stesso i turisti vivono finalmente un’esperienza gradevole. Non soltanto apprezzano le bellezze artistiche, ma in centro si sentono bene, vivono un’esperienza positiva. E, di conseguenza, noi Palermitani siamo diventati orgogliosi dei nostri monumenti, abbiamo riaperto gli occhi, abbiamo smesso di dimenticarli.

UNESCO e Manifesta

L’inserimento dei monumenti del periodo arabo-normanno nella lista del patrimonio dell’Umanità UNESCO è stato importante. Ha dato un nome concreto a ciò che merita di essere visitato a Palermo. C’è tanto altro, chiaramente, oltre ai monumenti UNESCO, ma alcuni gioielli semi-dimenticati, come la Chiesa di San Cataldo, la Zisa o Santa Maria dell’Ammiraglio, sono diventati dei “must-see“, luoghi che, se vai in una città, devi assolutamente vedere. Il 2018, con Palermo Capitale italiana della cultura e con l’organizzazione della biennale d’arte contemporanea Manifesta, ha dato lustro, mettendo la città in vetrina. E’ stato l’anno che ha suggellato il diritto di Palermo a posizionarsi tra le grandi mete turistiche italiane. Tutto ciò ha portato alla nascita in centro di nuove caffetterie, botteghe di artigiani e artisti: la città scopre che grazie la sua bellezza può creare economia.
Questi 3 avvenimenti principali sono avvenuti con straordinario tempismo: viviamo infatti l’epoca in cui il viaggio non è più inteso come un’esperienza fuori dall’ordinario, da farsi una volta l’anno. Viaggiare è sempre più come bisogno primario, si amplia il pubblico, e nasce anche la voglia di conoscere, di vedere qualcosa di bello. Viaggiare oggi significa anche imparare.

Questi elementi determinano l’atmosfera di Palermo oggi: nell’aria c’è allegria, c’è sapore di risarcimento, di riconoscimento di quella bellezza che per troppo tempo è stata negata. Chi viene a Palermo vive gioia, vive la straordinaria testimonianza storica di una città che affonda le sue radici nel multiculturalismo. I luoghi, le persone, l’arte, il cibo: chi va via tornerà, perché ha scoperto un nuovo modo di essere. Questa sono le premesse per una visita della città: durante le mie visite guidate, oltre a spiegare i monumenti e la storia, oltre a condurre i miei ospiti attraverso i labirintici vicoli nascosti della città e dei mercati storici, comunico questo senso di rinascita, questa nuova lettura della città, questa gioia. Ed è la gioia che il visitatore porterà con sé a casa, che trasmetterà ai suoi amici e spingerà altre persone a visitare Palermo e ad essere parte attiva di questo magnifico processo di rinascita.”

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Ci permettiamo di aggiungere solo due righe. Palermo ha probabilmente ancora bisogno di lavori strutturali e una migliora amministrazione per conquistare il posto che merita nello scacchiere internazionale (probabilmente non solo a livello turistico), ma sentirla raccontare da Mauro acquisisce un sapore agrodolce veramente speciale quindi non ci rimane che rimandarvi al progetto Palermo Wonders che ha costruito insieme ai suoi fratelli Marcella e Alberto e ai loro fantastici tour della città, che sponsorizziamo e promuoviamo con molto molto piacere!

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