Arte, cultura, chiese e palazzi: lo splendido quartiere della Kalsa di Palermo!

Eccovi alcune delle migliori tappe (chiese, ville e palazzi) all’insegna della cultura e dell’arte, da non perdere assolutamente alla Kalsa, quartiere di Palermo in cui sorge Palazzo Forcella De Seta, la splendida location in cui verrà ospitata la prima MostraEvento siciliana. Un giro turistico da fare esclusivamente a piedi che non vi deluderà.


LA KALSA

Il quartiere Kalsa, sorto durante la dominazione islamica, era la cittadella fortificata ove avevano dimora l’emiro ed i suoi ministri e ne conserva ancora il nome (al halisah, l’eletta, la pura). Ancora oggi vi aleggia una particolare atmosfera orientale accentuata dalla presenza di monumenti in stile arabo-normanno.
Quartiere centrale, ma popolare, offre uno spaccato di vita palermitana.
L’ingresso principale al quartiere sembra essere costituito dalla Porta dei Greci, oltre la quale si accede alla piazza su cui si affaccia la Chiesa di S. Teresa.

chiesa santa teresa piazza kalsaQuesta infatti è la prima cosa che salta subito agli occhi arrivati a Piazza Kalsa, la maestosa Chiesa di Santa Teresa. Questo è un edificio barocco la cui facciata consta di due ordini scanditi da elementi verticali paraste, semicolonne e colonne libere, la cui plasticità aumenta progressivamente in corrispondenza dell’asse centrale. La sua edificazione risale al 1628 ma l’avvio della costruzione dell’attuale chiesa iniziò nel 1686 su progetto dell’architetto palermitano Giacomo Amato. Solo nel 1706 venne realmente inaugurata e benedetta come nuovo luogo di culto. Dal 1982 la chiesa è dichiarata Santuario. Per maggiori info clicca qui.

La via principale del quartiere nel Medioevo era via Alloro. Oggi purtroppo gli eleganti palazzi che vi si affacciavano sono stati distrutti o sono molto rovinati. Tra i superstiti vi sono Palazzo Abatellis e la bella Chiesa della Gancia, adiacente al palazzo.

 

palazzo abatellis museo galleria regionale siciliaPalazzo Abatellis, anche detto Palazzo Patella è situato a Palermo in via Alloro, adibito a museo ospita all’interno la Galleria Regionale di Sicilia. Magnifico edificio in stile gotico-catalano con elementi rinascimentali progettato da Matteo Carnelivari, attivo a Palermo verso la fine del ‘400. L’elegante facciata, in mezzo alla quale troneggia un ampio portone quadrato con decorazione a fasci, è arricchita da est serie di trifore e bifore. Interessante l’allestimento della galleria, realizzato negli anni ’50 da Carlo Scarpa. Il designer ha studiato soluzioni particolari per le opere più importanti, concentrandosi in particolare sulla scelta di supporti e sfondi, di materiali e colori diversi che valorizzassero l’opera sfruttando al massimo l’impatto della luce naturale.  Il museo raccoglie opere di scultura e di pittura del periodo medievale.

La Gancia, chiamata anche S. Maria degli Angeli venne edificata originariamente dai Francescani alla fine del ‘400, ma ha subito numerosi interventi che ne hanno modificato l’aspetto, soprattutto all’interno. L’esterno ha invece ancora l’originario taglio squadrato, a conci regolari. Prima di entrare si noti, sulla sinistra, la cosiddetta Buca della Salvezza, un’apertura praticata da due patrioti che si erano nascosti nella cripta della chiesa durante la rivolta antiborbonica e che, dopo aver scavato questo buco, erano stati tratti in salvo aiutati da alcuni popolani.


santa maria dello spasimo palermo

Complesso di S. Maria dello SpasimoLa chiesa e il convento vengono, edificati appena all’interno delle mura della Kalsa nel 1506. Committente è Giacomo Basilicò che, per l’occasione, dà a Raffaello l’incarico di eseguire un dipinto che ritragga appunto il dolore della Madonna davanti alla croce (l’opera è conservata al Museo del Prado a Madrid). La costruzione è lenta e non ancora terminata quando la pressante minaccia turca rende necessaria la costruzione di un nuovo bastione a ridosso della chiesa, il complesso viene trasformato in fortezza, poi in teatro, in lazzaretto (durante la peste del 1624), in ospizio per poveri (1835) ed infine in ospedale, fino al 1986, quando viene abbandonata. La parte visitabile si costruisce intorno ad un chiostro cinquecentesco dalle linee pulite. In fondo si erge la Chiesa: unico esempio di gotico nordico esistente in Sicilia. Alta, slanciata, la navata centrale, senza copertura (forse mai esistita) tende le sue forme direttamente al cielo aperto e termina in una bellissima abside poligonale. L’ingresso originario è abbellito da un pronao che in origine aveva due cappellette. E’ ancora visibile quella di sinistra, coperta da una tipica cupola a berretto di eunuco. Da qui si accede al vecchio bastione spagnolo, sistemato a giardino. L’insieme è particolarmente suggestivo soprattutto al calar della sera, quando viene illuminato.

palazzo mirto palermo museoResidenza dei principi Lanza Filangeri, Palazzo Mirto è stato più volte adattato alle esigenze della famiglia. L’aspetto attuale risale alla fine del ‘700. Appena entrati, sulla sinistra, si trova la bella scuderia ottocentesca in cui i recinti sono ornati da teste bronzee di cavalli. Uno scalone in marmo rosso permette di accedere al piano nobile che conserva gli arredi originari. Tra i vari ambienti spicca il salottino cinese con il pavimento in cuoio e le pareti in seta dipinta a scene di vita quotidiana ed un bel trompe-l’oeil al soffitto. L’ambiente successivo, una piccola anticamera, custodisce un bel servizio di piatti napoletano dell’800 che riproduce personaggi in costume. Si dice che il servizio venisse utilizzato in occasione dei balli in maschera e che ogni invitato sedesse davanti al piatto con ritratto il suo costume. Il salotto Pompadour colpisce per la ricchezza delle pareti in seta con ricami floreali, il pavimento a mosaici è l’unico conservatosi. Nella sala da pranzo è esposto un bel servizio di porcellana Meissen (del XVIII secolo) a fiori ed uccelli.

Altro fantastico palazzo da non perdere che fu costruito nel 1307 dalla famiglia di cui porta il nome è Palazzo Chiaramonte. L’edificio viene anche chiamato Steri, da Hosterium,  che significa dimora fortificata. Passato nelle mani dei vicerè spagnoli, nel ‘600, diviene sede del Tribunale dell’inquisizione fino al 782, data di abolizione di questa istituzione in Sicilia. La facciata è arricchita da due ordini di bellissime trifore (si noti in particolare illavoro di intarsio in pietra dell’arco che corona quelle del primo livello). Lo stile gotico nelle linee essenziali, ha caratteristiche peculiari tanto da venir definito stile chiaramontano, utilizzato in parecchi edifici civili siciliani dello stesso periodo.


orto botanico di palermo serraAl confine del quartiere Kalsa di Palermo sorge l’Orto Botanico di Palermo, vi si accede da via Lincoln, ed è una istituzione museale e didattico-scientifica del Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Palermo.  Il Giardino accoglie oltre 12.000 specie differenti di piante.

Considerato un enorme museo all’aperto, vanta oltre duecento anni di attività che gli hanno consentito anche lo studio e la diffusione, in Sicilia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo, di innumerevoli specie vegetali, molte originarie delle regioni tropicali e subtropicali. Dal sito ufficiale dell’Orto è possibile accedere ad un database online che è, oggi, ancora in fase di sviluppo sebbene circa 90.000 campioni sono già consultabili online. Un orto botanico si differenzia da un qualsiasi altro giardino perché le collezioni oltre ad essere disposte secondo canoni estetici e identificate scientificamente, sono ordinate per criteri scientifici.

Ed ecco per voi una mappa dell’Orto.

orto botanico di palermo mappa


Subito adiacente all’Orto Botanico vi troverete Villa Giulia un giardino pubblico di Palermo, sito sul confine del quartiere Kalsa, tra via Lincoln e il Foro Italico. La Villa è fornita di due entrate. La prima lato mare orientata verso il Foro Italico, ha un ingresso monumentale di tipo neoclassico, infatti le colonne doriche testimoniano bene il gusto già romantico della fine del XVIII secolo.
Questa che era l’entrata principale ora non è più attiva. Oggi l’unico accesso alla Villa è da Via Lincoln, dalla seconda entrata chiamata “Porta Carolina” o “Porta Reale”. villa giulia palermoRealizzata su progetto dell’architetto palermitano Nicolò Palma e per volere del pretore e governatore della città, Antonio La Grua, marchese di Regalmici e principe di Carini, prende il nome da quello della moglie del vicerè spagnolo Marcantonio Colonna, la viceregina Donna “Giulia” d’Avalos Guevara.
Johann Wolfgang Goethe lo definì un giorno “il più meraviglioso angolo della terra” ed è qui che – durante le sue visite a Palermo – si fermava per leggere Omero.
Concepita secondo un rigoroso e classico disegno geometrico, la villa ha una pianta quadrata ed è tutta recintata da un cancello in ferro, posto su di un muretto.

 

Se volete invece rilassarvi e cercate un posto dove passare una piacevole serata, ecco che fa a caso vostro il Teatro Ditirammu. Teatro del canto e della tradizione popolare è l’unico teatro del genere in Sicilia. Viene inaugurato nello storico quartiere di Palermo della Kalsa nel maggio 1998 e con i suoi 52 posti a sedere è uno tra i più piccoli in Italia. I suoi fondatori e direttori artistici sono Vito Parrinello e Rosa Mistretta, i quali continuano la storia di una famiglia palermitana da secoli legata al mondo dell’arte e del teatro.

Infine non vi resta che godere di una radiosa passeggiata al Foro Italico, detta anche passeggiata della Marina. Il Foro Italico è una grande area verde che forma uno dei lungomare più belli di Palermo. Si estende dalla Cala a villa Giulia, nel quartiere Kalsa. La città di Palermo fino al XVI secolo, non possedeva una propria passeggiata a mare, e questo perché le frequenti mareggiate e il pericolo di attacchi (soprattutto pirateschi) non permettevano di considerare la linea di costa come una zona sicura. Una volta ridotti gli attacchi saraceni, la città riconsiderò il suo sbocco a mare come una fascia sicura da utilizzare anche per lo svago. E’ qui ricorrente trovare furgoncini che vendono la cosidetta “simenza e calia da passiu” ovvero un mix di ceci e semi di zucca essiccati che da sempre accompagnano le passeggiate dei siciliani.

foro italico passeggiata

 

Se volete scoprire altri magici luoghi e avere aggiornamenti degli eventi del quartiere Kalsa, chiamato anche “Tribunalicliccate qui. Aspettiamo le vostre considerazioni su info@sicilyandsicilians.com 🙂

 

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